INEDITI

Angela Ceraso 


"HO SCELTO UNA PARTE DEL NUOVO LIBRO CHE STO SCRIVENDO SULLA CONSAPEVOLEZZA DI DUE ADOLESCENTI, L'ABBANDONO DELLA PROPRIA CAVERNA - INTESA COME FIGURA PROTETTIVA - E DELLA CONQUISTA DELL' INDIPENDENZA CHE MOSTRA, IN UN PRIMO MOMENTO, LA CONVIVENZA FUORI E DENTRO IL PROPRIO RECINTO E, IN UN SECONDO MOMENTO, - LA MATURITA' DELL' INDIVIDUO - L'INTERIORIZZAZIONE DELLA CAVERNA STESSA.

TALE CONSAPEVOLEZZA, QUINDI, E' VISSUTA DAI DUE ADOLESCENTI, IMPEGNATI NELLA LORO QUOTIDIANITA' FAMILIARE, NEL LORO URLARE CON I GENITORI, NEL CONTINUO MANDARSI SMS CON UNO STRANO LINGUAGGIO, NELLE LORO RADIO AD ALTO VOLUME, NEL VIVERE PIENAMENTE LA LORO ETA' IN UN SECOLO DI GRANDI INCERTEZZE.




DIARIO
08 GIUNGNO 2005, 14.30, MERCOLEDI'    

...Finalmente l'ultimo compito l'ho fatto, quella stronza di matematica ci ha costretti ad andare a scuola fino ad oggi: "dovete fare l'ultima verifica, altrimenti non ho voti per chiudere l'anno" almeno ci faceva uscire prima!!! Oppure, faceva in modo come aveva detto la sgobbona di farci risultare in un altro giorno...

Che stronza... meno male che è finita e speriamo di non vederla nemmeno l' anno prossimo...

Adesso è cominciata la pacchia!!!

Siamo in spiaggia, c'è un po' di vento ma è bello prendere il sole...

Tra un po' faremo il bagno, Ale deve terminare il capitolo altrimenti alla maturità cosa racconterà: i seni sporgenti ed il fisico bestiale di Patty? lo boccerebbero in automatico...

Ho portato dei panini, dell' acqua, qualche libro, l'abbronzante, la radiolina che sta trasmettendo "uno strano xcorso" di Max...

Ale non fa che ripetermi che la casa è lì x noi ma io non ne sono tanto sicura, Cinzia rimbomba nelle mie orecchie: "se continui così, lo farai annoiare... si stancherà di te e del tuo perbenismo"

Patty ed Ale inagurarono l'estate 2005 con quel primo bagno; in quelle acque bellissime non facevano altro che schizzarsi, tuffarsi, rincorrersi sulla sabbia per sporcarsi, giocare a galleggiare, fino a quando non finirono col perdersi in lunghi baci, dal sapore salato e in lunghi abbracci come se volessero confermare all' altro la profondità del loro amore, di quel sentimento adolescenziale che li aveva presi, era penetrato dentro di loro senza alcuna spiegazione, lasciandoli smarriti e nello stesso tempo facendoli sentire spogli di se stessi per il troppo azzardare, per il mettersi troppo in gioco. Gli occhi di Patty erano ancora più belli al sole estivo, luccicavano quando si  perdevano in quelli di Ale; in spiaggia passarono ore a giocare guardandosi fissi negli occhi senza ridere, sulla via di casa, tra musica, bandane, risate capirono entrambi di aver trascorso una splendida giornata.

Ale per tutta la notte non chiuse occhio, aveva accumulato troppa adrenalina e non faceva altro che rivedere le immagini della giornata, un po' come quando si va ad un concerto, si hanno sempre davanti agli occhi quei momenti, e per tutta la notte si ha ancora quell'energia accumulata; nella mente di Ale c' era una domanda ben precisa: "ma cosa mi sta succedendo? io che sto bene con una ragazzina senza farci nulla? Mi sono rincoglionito o cos' altro? E Paolo, Alfredo, gli amici del calcetto cosa racconto che l' ho portata una giornata al mare, a casa mia, per guardarla negli occhi, ma manco fosse la Shiffer..."

La notte fu tormentata da questi pensieri, pensò di staccarsi da quella ragazzina dal sorriso facile, che l' aveva stregato a tal punto da essere irriconoscibile ai suoi occhi, cercava di trovare dei difetti insopportabili: "eppure è così, è così..." ma non riusciva a trovare niente, ad ogni piccola vibrazione del cellulare non faceva altro che immaginare fosse lei, ed intanto le ore passavano e la notte diveniva alba, poi subito dopo mattina e quei pensieri continuavano a rendergli poca calma, poca serenità.

Ale cominciava a capire che doveva andare via, allontanarsi per poter tornare quello di prima, aveva soprattutto timore di affrontare la partita di calcetto del martedì pomeriggio: "cosa racconto quando mi chiederanno che fine ho fatto lunedì pomeriggio? E se inventassi un paio di palle?!"

La giornata era cominciata proprio male per questo diciottenne alle prese con le aspettative del gruppo, intanto Patty era ancora nel letto a dormire le piaceva questa strana amicizia che la univa ad Ale, non voleva niente di più per il momento, solo un fidanzatino - amico che le era stato accanto nei momenti importanti, che l' ascoltava per ore, che la squillava in continuazione e che soprattutto la lasciava fare come voleva senza imporle nulla; insomma per lei Ale non era affatto  il ragazzo superficiale, bulletto, sbruffone che tutte le ragazzine del liceo, compreso la stessa Cinzia, le avevano descritto ma era la persona sulla quale poteva contare in qualsiasi momento.

 Ale era davvero una persona speciale ai suoi occhi.

...

Patty rientrò a casa ancora con la bandana in testa, un paio di pantaloncini cortissimi che lasciavano intravedere gran parte del bichini, gli infradito e la solita borsetta da mare con il telo sulle spalle ancora bagnato, appena aprì la porta Ale dall' auto le lanciò un bacio e la piccola arrossì come non mai.

Catia era lì che preparava la cena, appena Patty la vide portò il lembo del telo che scendeva sulla pancia all' altezza dell'ombelico, la salutò con molta superficialità e corse sopra per lavarsi per poi uscire; la mamma le urlò dalla cucina: "si può sapere chi è quel ragazzo che ti ha accompagnato?"

Patty: "lo sai che sono gli amici della comitiva" Intanto Patty era già sotto la doccia, e mentre Catia parlava anzi urlava dal piano di sotto alzò il volume della radiolina e l' inizio di un dialogo fu subito stroncato.

Patty cantava a squarciagola: "...è un lupo nero che da un bacino a un agnellino... tutti i bambini fanno oh..." sotto la doccia e proprio nel mezzo del ritornello quando la voce diventava più alta: "perché i bambini non hanno peli né sulla pancia, né sulla lingua..." sentì un grande colpo alla porta e la mamma che le gridava: "al telefono, c' è un ragazzo, vuoi aprire si o no? Patty ma insomma apri sì o no?"

Patty passò subito le mani sul viso per togliersi l'acqua, chiuse il rubinetto, e con gli occhi ancora chiusi sporse il braccio fuori dalla tenda ed a tastoni cercava l'accappatoio, finalmente la trovò, infilatala corse subito ad aprire la porta gridando: "un momento sto arrivando" poi a bassa voce aggiunse: "che isterica!"

Aprì di pochi centimetri la porta, portò la mano destra fuori e disse: "dammi!"

Catia: "potresti almeno ringraziarmi!"

Patty con aria da sufficienza: "grazie!"

Patty richiuse la porta e sedendosi sul coperchio abbassato della tazza, avvicinò il telefono all' orecchio e disse: "Cinzia, sai benissimo che devi chiamarmi sul cellulare... avanti dimmi, aspetta, già conosco la tua domanda: l'hai fatto?"

Dall'altra parte Patty ebbe una gradita ed inaspettata sorpresa, poiché non era Cinzia ma Ale che le disse: "se vuoi farlo puoi chiedermelo?!?"
Patty si alzò di colpo dalla tazza, e disse col solito sorriso che traspare dal telefono: "ma sei tu? Potevi dirlo prima!"

Ale: "Allora, vuoi farlo?"

Patty: "perché mi hai chiamata?"
Ale: "devo parlarti, ho una cosa importante da dirti"

Patty: "dimmi pure..."
Ale, disse con tono un po' nervoso e piuttosto severo: "no forse non hai capito devo vederti subito"

Patty: "sono pronta tra mezz'ora, vieni fuori casa mia prendiamo una pizza al solito posto"

Ale: "mi raccomando pronta tra mezz'ora!"

Patty uscì subito dal bagno, cominciò con il rovistare nei cassetti del comodino alla ricerca dei calzini, poi cercò il reggiseno bianco: "quello che va bene sotto la magliettina con la scollatura a barca, dov'è?" Cominciò ad urlare ed a buttare tutto a terra, poi corse nella scarpiera dietro alla porta del corridoio alla ricerca delle scarpette della Nike: "quelle blu, dove sono? ma dove le ho  messe, non è che mamma me le ha lavate, è la solita ma perché non comanda le sue cose, decido io quando un indumento è sporco, e adesso cosa metto? Mamma hai lavato le scarpette della Nike? e la maglietta della Benetton, quella bianca che a te non piace, dove me l' hai messa?  Mamma, mamma vuoi rispondermi, sto parlando con te?"
Catia dalla cucina, completamente presa dallo show preferito (chi vuol essere milionario): "è tutto lì nel tuo cassetto, al solito posto... Ma perché devi uscire, guarda che tra un ora si cena"

Patty: "e secondo te correvo inutilmente, giusto per venire a cena giù... comunque tra un ora sarò lì seduta al tavolo per la cena, è questione di minuti..."

Un trillo del cellulare fece fermare per un secondo Patty, cercò subito il nuovo messaggio da leggere: "cmq sono già giù se ti affacci vedrai i fari lampeggiare... sei pronta?"

Patty come una pazza si sporse dietro la tenda e vide l' auto di Ale con i fari che lampeggiavano, poi di nuovo di corsa ad asciugare i capelli: "ma era mezz' ora o un quarto d' ora??? Bho, uffa troppi capelli e troppo lunghi, non li asciugherò mai in tempo"

Dopo quindici minuti circa, ricominciò la corsa: "un po' di profumo, la borsetta e via..." era quasi sull' uscio della porta, quando ritornò sopra urlando: "che stupida, il cellulare sul davanzale della finestra del bagno..."

Scese di corsa e Catia andandole incontro le disse: "ci vediamo per cena Patty?"

Patty: "si mamma sono al solito posto, tra un ora sarò qui! Ciaooo"

Patty uscì dal cancelletto e salì in macchina di Ale,non immaginava neppure che la mamma dalla finestra della tavernetta la stava spiando, che aveva visto il bacio sulle labbra che i due si erano dati...

Ale le sembrava un po' nervoso, come se qualcosa lo turbava ed era molto impacciato, non sapeva dove andare e cosa dire, così Patty ruppe subito i pochi minuti di silenzio: "allora, pacci, cos' avevi di tanto urgente da dirmi??? Non ho neppure asciugato bene i capelli per venire in tempo..."

Ale accostò l' auto al parcheggio della piazza, invitò Patty a scendere ed andarono al solito posto, sedettero su quei soliti gradini dove avevano spesso mangiato la pizza di Mario ed Ale cominciò col dirle: "Vedi, tu per me sei importante, anzi sei diventata importante man mano che ci siamo visti, man mano che ci siamo conosciuti, non immaginavo di affezionarmi in questo modo ad una ragazza, soprattutto a te, che avevi tante cose che non mi andavano giù…"

Patty disse: "ma come..."

Ale: "non mi interrompere, perché già è difficile dirtelo così tutto di un fiato, io vedi non ho mai parlato con le ragazze che frequentavo, ma con te tutto è stato così spontaneo e naturale che sin dal primo giorno ho sentito il bisogno di raccontarmi, di dirti quanto provavo, sentivo per te.....(dopo un silenzio di pochi minuti) vedi non sono mai stato con una ragazza senza farci niente, voglio dire senza capire se potevo provarci in quel senso oppure no, con te invece è stato un rapporto disinteressato, dove non ho mai pensato di arrivare lì e poi andare via… eppure quest'oggi ho capito che..."

Patty, lo interruppe dicendo: "eppure cosa? Oggi cos' hai capito? Cosa c' è che non va Ale? Io sto bene con te???"
Ale afferrò tra le mani la testa di Patty avvicinò la sua testa a quella della ragazza e le disse:" anch' io sto bene con te, e quello che ti sto dicendo che sono cambiato senza volerlo, insomma per me sei importante, e lo sei davvero credimi, del 

perché quando ti lascio fuori casa tua ho subito bisogno di te non lo so...

perché quando vedo un posto carino penso sempre di volerlo rivedere con te, non lo so...

perché quando sento delle canzoni mi viene voglia di squillarti non lo so...

perché quando i miei mi rimproverano che non devo uscire perché ho la maturità mentre io già sono in macchina con il pensiero che è già lì fuori casa tua, non lo so...

perché la prima volta che siamo stati a mare, a casa mia baciandoci solamente, la notte non ho dormito, non lo so...

perché sei diventata importante non lo so...

E proprio oggi ho capito che con te sto bene, e sono corso a dirtelo... ma per te è così Patty?"

Patty sorridendo cercava di nascondere lo smarrimento che provava, mai nessuno le aveva detto che era importante e da Ale non se lo sarebbe mai aspettata soprattutto quella sera che le era sembrata come le altre, rispose con voce flebile: "si anche per me sei importante, ma non riesco a capirti Ale, che hai?"
Ale: "voglio che tra noi due tutto funzioni, sento, sento che è giunto il momento che il nostro rapporto si consolidi ancora di più, voglio farlo con te, ma sta tranquilla che per me non sei come le altre, so benissimo che con te sarà tutto diverso, lo sento Patty; ho bisogno di questa nuova svolta nel nostro rapporto altrimenti diventi per come un oasi, come avere un bicchiere colmo in un deserto, guardarlo e non poterlo mai bere, diventi illusione..."

Ale era come un fiume in piena e parlava, parlava, aveva capito di non essersi mai innamorato così profondamente di una ragazza ed era imbarazzatissimo, non sapeva più come dirglielo...

Patty restò in silenzio per tutta la serata, all'ora stabilita rientrò a casa, cenò senza dire una parola, aveva fisse in testa le parole di Ale "sei un bicchiere colmo che non riesco a bere" non sapeva cosa fare e soprattutto non credeva di essere diventata così importante per quel ragazzino che tutti avevano definito sbruffone. Subito dopo cena corse in camera sua, si infilò nel letto e cominciò a scrivere continuando la pagina che aveva scritto in spiaggia...