INEDITI

"SAI CHE BOTTA FA UN TIR QUANDO CAPPOTTA"


IO BACIO AD OCCHI APERTI
Abbandonata nell’interminabile corridoio
sempre i soliti abituali abitudinari spigoli di esso
intorno un empireo tacito di cemento armato
non so da dove
dell’acqua piove sul pavimento
la solita porta pesante e inespressiva
di dietro la quale giunge un rimbombo cupo
aveva detto che sarebbe giunto a mezzanotte in punto
sono passati già dieci venti trenta quaranta cinquanta minuti
nessuno
per un istante io sono l’io di prima che ha il terrore dell’insonnia
nessuno
ancora cinque minuti e se lui non verrà…
nessuno
non so da dove gocciola l’acqua ma la sento
nessuno
peccato non poter fissare a lungo il lampadario
nessuno
riprovevole ‘sto picchiettio della sveglia
nessuno
lentamente con la mente torno indietro per il corridoio
sempre lo stesso
le linee palpitanti e incandescenti della lampadina si fanno sempre più sfocate
a un tratto un tonfo
poi un celere scalpiccìo dolcemente echeggiato dalle pareti intorno al letto
“Meno male che sei venuto…”
le alabarde delle sue ciglia si spalancano
mi lasciano entrare nel castello e…
come posso descrivere ciò che mi accade quando secondo l’insensato straordinario
rito preistorico
le sue labbra raggiungono le mie?
con quale massima comunicare questo tifone che nell’anima spazza via tutto
tranne che lui?
…poi manda su le palpebre con sforzo e piano piano mi sussurra
“Zeza amore mio…”.


MARTELLATE PNEUMATICHE FUNKY
Che schifo
lo rifaccio sempre
non ti dico cosa
è meglio per te senti a me
hip hop francese via etere
la coinquilina che scava tunnel nell’appartamento
le orecchie tappate
il martello pneumatico
vibrazioni sismiche
e giù nei sobborghi di Parigi partendo dall’ultimo piano
sigle funky e donnine sexy tutte a pixel indexed color
ma sì
e non va bene forse così?
ok ok probabilmente lo stupro di una cieca è troppo
ma cosa ci vuoi fare?
funky funky
maledetto correttore ortografico
la porta si chiude a chiave davanti a me
avverto come un tanfo alla liquirizia
è arrivata già al ventesimo piano
me ne accorgo dalle urla della vedova pazza
scava scava e scava
che sete maledetta
la sua voce in sottofondo è quasi peggio di un concerto jazz
funky hip hop da Parigi
mais ouiiiiiiiiii!
per ora è tutto dal condominio sbudellato
scappo prima che arrivino i Vigili del Fuoco
e la Neuro a portarla via
baci e abbracci amici miei
speriamo che il palazzo non crolli da un momento all’altro
meglio lasciarvi con questo finale del cazzo
che con una poesia lasciata a metà…


A ENZO
Con le lacrime agli occhi non mi sopporto
e quest’ennesima sigaretta fa ancora più schifo
e non posso scrivere che nefandezze
e agghiaccianti vocaboli
e incubi esistenziali raccapriccianti
e non posso pensare altro che al cielo
là dove da oggi volerai per sempre
là dove siamo stati insieme e dove tornerò
con le lacrime agli occhi
percepisco l’inutilità della vita
quella che tu hai amato più degli altri
e mi vien voglia di levarmela di torno
questa sopravvivenza ormai sbiadita
con le lacrime agli occhi
non posso pensare che a te
che la vita la meritavi più di questi vermi schifosi
che ci roteano attorno misurati e prudenti
solo chi striscia raso raso al suolo merdoso
non vivrà mai in cielo
cenere era e cenere tornerà
e non meriterà mai di andarsene prima degli altri
solo chi ha amato davvero la vita
etere già era sulla Terra
e come etere
per sempre
vivrà tra le nuvole e il Sole.