da "Passione Roma"


07.12.03 – 12° giornata Chievo – Roma 0-3: la prima trasferta in assoluto: sensazioni, gioia, emozioni, aneddoti e commenti di una splendida giornata-ricordo. Con “Un Amore Infinito” un frammento di vita vissuto che non dimenticherò mai! Andare a seguire la Roma anche in campo avverso era diventata, soprattutto negli ultimi tempi, un’ossessione; avevo fatto già un tentativo per la gara di Siena ma non ero riuscito a trovare i biglietti. Poi è arrivata l’occasione di fare la trasferta a Verona contro il Chievo, in coincidenza del ponte dell’Immacolata. Abbiamo deciso (eravamo quattro amici), dopo aver preso informazioni accurate, di partire con il pullman di “Un amore infinito” , un negozio che vende articoli della Roma situato in Via Eurialo 1/f, in prossimità del cinema Maestoso, sull’Appia Nuova. Passiamo a raccontare la cronaca di questa giornata, il 7 dicembre 2003, alla quale è difficile dare aggettivi che possano realmente esprimere il mio stato d’animo; potrei dire che è stata fantastica, sublime, commovente, esaltante ma continuerei all’infinito proprio come l’amore che provo per questi colori, per questa squadra, per questa società.
L’appuntamento è fissato per le 10,30 alla fermata metro dell’Arco di travertino. Prendiamo la macchina per raggiungere, con facilità , il luogo della partenza.
I pullman che attendono i tanti tifosi giallorossi sono ben due: intorno alle 11,00 (alcuni ragazzi sono arrivati in ritardo) finalmente comincia la prima avventura del sottoscritto in terra “nemica”. Durante il tragitto conosciamo altri ragazzi, parliamo del più e del meno, iniziamo a intonare i cori dedicati alla grande Roma, ascoltiamo alcuni brani di Antonello Venditti e Renato Zero. Il pullman, provvisto di televisore, ci dà l’opportunità di passare serenamente il tempo con due film molto divertenti: “Febbre da cavallo” con Gigi Proietti e “Un americano a Roma” con il mitico Alberto Sordi; ma la spensieratezza, l’allegria di questi momenti si mescola al ricordo, al pensiero commosso nei confronti di chi non c’è più perché oltre alle canzoni e alle pellicole, gli organizzatori della trasferta ci fanno ascoltare anche il sonetto che Gigi Proietti ha dedicato al compianto Albertone: dunque questi due grandi artisti tra presente e passato, romanisti d.o.c., ci fanno divertire ma allo stesso tempo riflettere, meditare. Il tempo passa così velocemente (vuol dire che va tutto a gonfie vele) che alle 17,30 già siamo vicini al “Bentegodi” – il cielo e limpido e il freddo asciutto; dobbiamo attendere oltre 30 minuti poco distanti dallo stadio perché i cancelli sono ancora chiusi…