| INEDITI
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Al
Barbone Tu ti trascini da uomo senza cura, dentro e fuori di te ormai abbandonato: Barbone, meni una buia avventura. Eppure hai amato il cielo stellato. Ramingo, alla mercè della paura, ti maceri nel tuo intimo da iellato. Il futuro è solo una storia dura; schivi l’idea che sei stato ed hai amato. Fatto vitreo, ti specchi nel pio Abele; l’uomo è il fiore del mondo giardino: lampo remoto, ma ti tiene desto. Tu bevi il calice amaro di fiele; e non ami la brezza del mattino; né di questa poesia il verso mesto. Al Volo D'Amore Tra cielo e mare si libbra uno stornello, solare e snello nel suo rituale. Così mi appari fatale e sensuale sulla spiaggia, e mi rendi il tempo bello. Il tuo flusso è un caro fardello; sei canto di mare sul litorale, tanto reale nell’aria vitale, fissa nel cielo di color pastello. Il raggio dei tuoi occhi pronto mi trova; ti riscopro e mi scocca la scintilla, e mi fiorisce la voglia di amare. Sei goccia di fonte che si rinnova; ti muovi unita al sole che sfavilla; risalti al pari di ninfa del mare. |