da "Libero volo "



La città oggi

Blocchi addossati anelanti la vita
rotti da strade pulsanti rumore,
misto a vapori in un’aria tradita,
e marciapiedi privi di calore.

Nella abituale fugace sortita
pedoni, intrisi di glaciale umore,
come automi con maschera stupita,
muovono sui selciati tra il fragore.

Lungo i muri ammiccanti tentazioni
sfavillano le luci dei ritrovi,
ove mostrare l’umana parvenza.

Discosto, in là, un rudere dei bastioni,
misero resto intaccato dai rovi,
con crepe nere d’oblio e indifferenza.



L’amore: fuoco perenne

Ti ritrovo e non sei mai uguale;
la tua pelle mi appare un roseo manto,
adatto per il nostro rituale.
I tuoi occhi hanno riflessi d’incanto,

sempre cercato e noto, ma fatale.
Sei la nota più lieta del mio canto,
che vibra inconscia e sempre puntuale;
dopo il vuoto si colma di rimpianto.

L’amore è il centro della natura;
ad ogni aurora un fiore si fa nuovo.
Anche nel mio cosmo tu sei perenne:

come una luce che nel tempo dura.
Quando assorbo il tuo raggio mi rinnovo;
ardo di fuoco vivo e resto indenne.