da "Se (Celui qui reve l'impossible)"

In questo ventunesimo secolo, un romanzo, nonostante l’imperare delle fiction, televisive e non, avvince ancora chi lo legge; mai come adesso, si sente la necessità di far partecipare il lettore e interessarlo a fatti e situazioni che lo riguardano da vicino, non soltanto con storie e storielle che accadono sempre e solo al prossimo, se non addirittura oniriche, dove la fantasia dello scrittore conduce chi vuole in un mondo falso o immaginario.
Questo libello, pur non volendo, nel modo più assoluto, assurgere a chissà quali vette di lettura impegnativa, parte dal presupposto, forse anche un po’ troppo ottimistico, che, ad un certo punto della vita di ciascuno di noi, scoppia una ribellione per il consueto, per il solito, spesso anche piacevole, scorrere delle nostre giornate, sulla base di schemi diventati, col tempo, quasi istituzionali: il lavoro, la vita affettiva e/o la famiglia e gli impegni, per così dire sociali. La nostra natura prevede ben altro! D’altra parte, a tutti sarà capitato di provare una certa invidia nei confronti di chi si costruisce situazioni di lavoro che hanno a che fare con l’anima, o quello che ci sta intorno, ad esempio gli artisti, in qualsiasi campo essi si esplichino. Ma, pensandoci bene, in ognuno di noi c’è quella parte così affascinante: basta cercarla! 
Dedico queste pagine in primis alle donne che, anche in questo scritto, sono al primo posto nei miei interessi, e, tramite loro, ho imparato tante verità, prima fra tutte che l’amore è la radice della vita; quindi ai cosiddetti diversi e, comunque, a quelli che, nonostante tutti gli impegni, anche stressanti, della vita quotidiana, hanno la forza di volontà di affrontare positivamente qualcosa di diverso, che, finalmente, fa riflettere; a coloro, insomma, che, incontrando una persona, una situazione, un problema e, perché no, anche una malattia, in un certo senso, purtroppo, anche quella un’avventura della nostra vita, non fanno marcia indietro, ma l’affrontano con la speranza di uscirne, magari migliorati, conoscendo meglio se stessi e gli altri.
In questo racconto voglio riferirmi dunque, agli eroi dei nostri giorni, agli angeli della misericordia, non quell’estrema del Manzoni, ma quella raffigurata nel polittico della Madonna di Piero Della Francesca; quella umana di coloro che, sognando un mondo migliore, come scopo della propria vita tentano di salvare il prossimo. Ma questa storia che, per il modo com’è descritta, potrebbe far parte della solita letteratura gialla, in effetti è una storia d’amore. Chi cerca l’impossibile, pensando di trovarlo in qualcosa di diverso è destinato al fallimento: la radice della vita è solo ed esclusivamente l’Amore.
A volte la vita ci passa accanto, come se non ci riguardasse, proprio perché pensiamo di poterne fare a meno: forse io stesso non lo avevo ben capito, fintanto che, per caso, non scoprii che chi cercava di salvare vite già spezzate, avendo la presunzione di modificarle, anche nell’anima, non immaginava di poter perdere con loro anche se stesso.
Pensate, se… una mattina, per caso, qualcosa vi sconvolgesse la vita, chissà, magari incontrando una persona, com’è capitato a me.