| da "Il
distruttore. Tramonto della menzogna" A volte mi chiedo il perché del mio sondare di potenza… perché così tante bocche da sfamare! Si dice che disprezzare il debole sia sbagliato, perché ciò non è giusto! Si dice che offendere una persona sia sbagliato, perché ciò non costituisce un agire morale! Si dice che chi agisce pensando solo a sé è un povero di spirito! Ma chi ha stabilito questi valori, tutti questi miseri valori? Non sono forse il semplice frutto di menzogne millenarie, ritenute invece dagli uomini sacri altari di verità incontrovertibili? Perché io dovrei rispettarli? Forse perché un giorno dovrò rendere conto dei miei peccati davanti a Dio? O forse perché io sono troppo debole per oppormi a secoli e secoli di leggi e precetti rivoltanti? In realtà nulla ha senso. Siamo noi, singoli individui, a conferire senso alle cose, alle azioni e alle parole. E l’umanità intera scoppierebbe di salute, se non esistessero leggi universali! Che senso ha credere in un individuo inesistente che non ha mai lasciato la sua impronta digitale sulle teste di noi povere pecore? Che senso ha pensare a come devo vestirmi, se in rosso o in nero, quando tanto ognuno vuole vedere ciò che a lui torna più comodo, per la sua autosicurezza, e si sentirebbe così dire in giro che il mio vestito è giallo? Che senso ha pensare al passato e al futuro, quando il presente è davanti a noi di continuo ed esige che noi non si pensi ad altro che a lui? Dio non esiste. Ogni valore, sia esso morale o meno, è falso, ed è stato inventato ad hoc per reprimere ogni singola personalità, in direzione dell’omologazione. Ogni azione ha senso solo nel momento in cui la compiamo, perché il passato è polvere ed il futuro ignoto… Tutto è pronto per il suicidio: non ci sono più punti di riferimento e di appoggio. Non c’è più nessuna certezza, qui siamo solo di passaggio, e non ci sarà una seconda vita o un aldilà. E non si creda che l’edonismo e la lussuria possano farci sentire più parte del mondo, perché anche donne ingioiellate moriranno. Ed auguriamoci di morire di botto, nel sonno magari, perché anche un solo secondo di agonia ci renderebbe furiosi ed insofferenti, visto che non vorremmo morire, consci del fatto che ci mancano ancora tante cose da fare… È più che mai d’uopo vivere momento dopo momento, attimo dopo attimo la nostra vita, rendendola un presente permanente, e dobbiamo dire sì ad essa, non disprezzandola – amando i valori che da tempo le vengono imposti dall’uomo vacuo – bensì esaltarla quando essa ci arreca gioia e dolore, perché l’unico espediente per poterle tenere testa è amare il danno più del favore, estrapolando del bene per noi anche dove in apparenza non ve n’è! Un solo imperativo: amare la terra! Ciò che non ci ucciderà dovrà renderci più forti… E da oggi in poi al bando la morale!” (estratto da pp. 52,53,54) Sinossi Il “distruttore” è il modello per un’umanità futura: realista e sincero fino al midollo, anticristiano e antireligioso, antimetafisico e misantropo, principio selettivo fino all’esclusione – se necessario – del mondo intero dai propri pensieri. Il “distruttore” è un uomo di altura, i bassopiani e le pianure lo disgustano, come del resto tutto ciò che è piatto e lineare. Egli vive al di là della morale. Per lui il tempo è scandito da attimi che ritornano eternamente nel medesimo modo, ed è ben lungi dal finalismo, in particolare quello di stampo cristiano. Egli sa solo distruggere per creare nuovi valori.
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