INEDITI

"Alfa ancipite (la mappa di Damasco)"

Un professore universitario, di colore, crea una facoltà di parapsicologia, spinto dallo strano fenomeno di alcuni suoi sogni. Questi eventi onirici proiettano una sua tragica esperienza giovanile: mentre era assistente alla cattedra di criminologia, per un senso di fanatismo scientifico, aveva ucciso senza movente una persona, solo per dimostrare la veridicità e la possibilità del delitto perfetto. 
Nel periodo detentivo, comprende il reale senso dell’espiazione e compila un progetto di legge in cui si contempla per i detenuti la possibilità di poter riscattare la loro colpa donando volontariamente parti dei loro organi, divenendo egli stesso donatore.
Riabilitato, durante i suoi seminari universitari, affronta argomenti etici, non ultimi razzismo e droga, ricercando le demarcazioni morali e amorali dei suoi studenti ed è per questo che il corso e la facoltà prendono lo strano nome di “alfa ancipite” come a voler sottolineare la duplice ed unica natura di entrambi gli oggetti del suo studio.
Egli nel suo stato onirico dialoga con la sua vittima, un giovane tossico, che gli fa da guida in uno strano aldilà e attraverso l’analisi dei “sogni – realtà” agli studenti è gradualmente svelato ciò che, secondo il credo del docente, risulta a fondamento dell’esistenza umana.
Agiscono nel romanzo personaggi, come l’assistente ebreo del professore e Joyce, altra assistente molto più giovane ed innamoratissima dell’ormai anziano e fisicamente provato insegnante. Nel testo, inoltre, è curata una traccia narrativa velatamente didascalica, che si ambienta in una discoteca da cui prende avvio una seconda vicenda sentimentale, parallela a quella del professore, confluendo in un unico esito finale della trama.  
Il riscatto totale dal delitto, trova soluzione in un atto d’amore che il personaggio principale compie.



Introduzione
"Senza tempo"

Se non fosse stato inconsueto vedere all’entrata d’un campus una scritta con caratteri d’oro, incisi su una lapide di marmo verde, la cui lucida superficie rifrangeva intermittenti bagliori, lanciati da uno schermo prospiciente a led, che comunicava orari, calendari d’esami, piani di studio consigliati per l’Anno Accademico 2030 - 2031, ben pochi si sarebbero fermati, incuriositi, a leggere quel contenuto, una chiosa sospesa tra età della pietra e quella attuale dell’esasperata elettronica:

“Se questa canzone dovesse essere cantata a ritmo di Black Music
Forse qualcuno la troverebbe forzata, aritmata
Ma occorre sempre un po’ di conoscenza per non restare una schifezza umana
Accettare con sapienza ciò che non accetti, ma che ti metti addosso
Per entrare in una porta a vetri, che non è proprio trasparente
Ma che ti può mostrare egualmente come l’Eden fosse sorprendente,
Come un vecchio con un solo occhio abbia potuto vedere per due persone,
Come un assassino possa trasformarsi in un santone.
Alfa Ancipite sembra una parolaccia
E quando ha la pretesa di sfiorare l’infinito e i suoi misteri ti fa la boccaccia!
La fa a tutti i Platone, a tutti i Freud .
Perché la gente come loro è nello stesso carrozzone,
Che fa a pugni per tre parole, che ognuno chiama a modo suo:
Il mio Es, il Super-io, l’Io-mio, l’Io-tuo.”


Dal capitolo 1
"Prima lezione"
… l'Iliade celebra la guerra, l'Odissea la famiglia … - 
Omero indulse per qualche minuto ancora su questa distinzione, ma ad un tratto dovette interrompersi perché s'accorse che una coppia eterosessuale, la ragazza sulle gambe del ragazzo, si baciava con lui, contemporaneamente qualcuno sbadigliava e una buona metà dell'uditorio, alzatasi, si accingeva ad abbandonare i posti, in precedenza faticosamente conquistati, per prendere la strada dell'uscita; allora egli fece un cenno alla dottoressa Joyce, la bella mulatta, che come un’esile gazzella gli si accostò docilmente; le carezzò il volto con la sua mano scura, quasi resa animale dal contrasto dell'estrema delicatezza di quei tratti somatici che andava toccando, quindi, come se nulla e nessuno esistessero, afferrò la sua collaboratrice per la vita e la baciò con maggior veemenza e più a lungo di quanto avesse fatto la coppia poco prima da lui osservata. Ci fu un crescente brusio, seguito dai soliti fischi, da applausi, poi, mentre Omero continuava a baciare la sua assistente, il rumore si dissolse per trasformarsi con gradualità in un silenzio profondo, rispettoso, forse timoroso per quell'azione inattesa e incomprensibile. I ragazzi erano ormai totalmente disorientati da    quest'inedito  evento;   Omero      comprese in quell'attimo di dover effettuare  un  secondo  premeditato passaggio e, separatosi da Joyce, nel preciso momento successivo, le diede improvvisamente  un sonoro schiaffo sul viso: la ragazza rimase interdetta, accostò una mano sulla guancia, guardandolo, ma non sembrava contrariata, quasi fosse già assuefatta  a sorprese di quel genere. Osservando quell'assurdità, gli studenti erano piombati in un inusuale silenzio, coinvolti dal desiderio di comprendere e dall’ipotesi interessata di una nuova situazione, che potesse spettacolarmente ancora svilupparsi, ma il docente si limitò a riprendere il dialogo come se nulla fosse accaduto:
-        
Sembra che occorra parlare dei poemi omerici per fare un po' di spazio qua dentro! Vorrei chiarire ai più forti, vale a dire a coloro che non se ne sono andati, l'impossibilità assoluta di esibirmi nuovamente con la mia assistente in un esperimento analogo a quello poco fa mostratovi: le guance di Joyce sono molto delicate ed è la prima volta che una di esse subisce violenza dalla mia mano. – Appuntò la sua attenzione sulla sua bella collaboratrice e con un fare non accademico, anche se quello usato fino a poco tempo prima ne aveva avuto solo una vaghissima parvenza, le si rivolse con un tono di voce profondamente triste:
-         Scusami, amore, vedi quei due ragazzi seduti all'altezza del terzo ordine dei banchi? Mentre io parlavo di Omero, dell'Iliade e dell'Odissea hanno creduto bene che le mie chiacchiere avessero bisogno del conforto di una nostra esibizione, per questo penso che si siano dedicati al sentimento, ritenendolo un loro particolarissimo privilegio, che per altro non mi competeva; forse erano certi che io avrei dovuto continuare a parlare delle concorrenzialità fonetiche dei poemi omerici, gratuitamente e non sono riusciti ad intuire che poteva trattarsi di una similitudine per introdurre un discorso dimostrativo sulla binarietà, l'ancipicità delle situazioni psicologiche… e che io non potessi, data la lezione in corso, interessarmi ai loro affari sentimentali… nulla si decide gratuitamente, nemmeno quell’apparente disprezzo o indifferenza per le mie parole; …