da "Tanto per contestare Dio"


…Qualcuno aveva vomitato vetriolo sul significato del cattolicesimo, ma in modo splendido e sensuale, come il suo stesso aspetto fisico di anziano asciutto, ma ancora pienamente vigoroso, dallo sguardo acuto in grado di trapassare qualsiasi pensiero, sfidandone ogni canone. Forse Lavey, nonostante l’età, poteva perfettamente competere, per l’attrazione magnetica che esercitava con Porfiry, era una presenza cha la inquietava e dalla quale non riusciva a distoglie il suo pensiero, risultato derivante era che Aléxandra non riusciva ad addormentarsi e continuava a lottare con un cuscino troppo basso e morbido per la sua testa coinvolta da mille idee, mentre rifletteva su quella strada di fuga dalla prigione cristiana, dettata dalla cultura di quell’uomo, in cui da duemila anni si erano incapsulati, a rigor di dogmi, tutti quei sensi della vita, interpretati come perversioni, in cui il demonio, in effetti, inteso e prospettato da Lavey, poteva apparire solo come l’effettiva liberazione dai
vincoli del terrore che avevano pervaso i precedenti secoli, spietati avversari di un naturalismo ribelle
alle oppressioni della Chiesa; quest’ultima, era lei la vera responsabile
dell’Inferno, rendendo la terra concreto copione di esso e alimentandola con fiamme
di privazioni, inibizioni, frustrazioni sostenute ed accettate solo in virtù di una
debolezza ignorante e ancor più radicata e profonda, appartenente alla mediocrità
di quanti ne seguissero i dettami. Erano i rigori cristiani ad alimentare quelle
fiamme! Ma il clero, in effetti, all’atto pratico, non si era mai privato di nulla
e dispensava, alla fine, per primo a se stesso, pur di conservare l’asservimento
del popolo di Dio, indulgenti assoluzioni a chi si fosse ravveduto, emendando con i
“mea culpa”, ogni possibile senso di peccato e il timore della probabile dannazione
ultraterrena: “…sarebbe bastata una bella pulitina di coscienza ”, le aveva detto Lavey con brutale e impudente naturalezza. Non l’aveva lasciata, poi, indifferente il punto di vista satanico in merito alla purificazione dal peccato d’origine, sempre Lavey era partito da una sorta di discorso politico, riferito agli atroci meccanismi delle istituzioni statali per giungere elegantemente ad una critica apparentemente misurata, ma a tutti gli effetti estrema, sui meccanismi di socializzazione primaria adottati dalla Chiesa: egli li considerava come una marchiatura sulla proprietà umana, perché appena si nasceva, con il battesimo, s’iniziava a detenere il potere su tutto il corso esistenziale di un individuo, perseguitandolo a sua insaputa con tutta una serie di sacramenti, che ne avrebbero condizionato ogni possibile scelta individuale. …

… lei ieri sera, come mi ha detto, è stata a cena con lui; mi creda, eviti di rincontrare Lavey, è un consiglio che le offro come prete, non solo, anche come uomo! Il professor Lavey è un semplice, affascinante serpente nelle mani di Satana e spesso inocula veleno senza che le vittime possano accorgersene: il New World Order è roba della sua anima!