| da "Le
figlie dei Lumi" Il silenzio del parlatorio per Giulia fu rotto dall’apparizione di Pietro Verri. Raffinato come sempre, con un panciotto azzurro ricamato con tralci di edera in oro e il tricorno sotto il braccio. Agli occhi della fanciulla fu una vera epifania. Gli saltò al collo, sotto l’occhio severo della suora portinaia, e gli fece mille domande. “ Sono in procinto di sposarmi – disse il conte – fatemi gli auguri”. “Ve li faccio di cuore. E chi è la fortunata?” “Marietta Castiglioni, la figlia della mia povera sorella”. Giulia la conosceva e pensò che fosse troppo giovane per un uomo più vecchio di suo padre. “Il guaio per me è che non verrete più a trovarmi”. Pietro provava un sentimento di sdegno per quel padre che non si curava della figlia adolescente e per lei una sorta di tenerezza. “Certo che verrò. Fra noi non cambia niente”. Mantenne la promessa. Quando arrivava si tratteneva a lungo e a Giulia le ore sembravano minuti. Ascoltava attenta i suoi discorsi sulla poesia e sull’arte. “Certo – diceva il conte – qui imparate ben poco, i collegi femminili sono un disastro. Nessuno pensa oggi che le donne debbano ricevere un’istruzione degna di questo nome al pari degli uomini. Di più, i parrucconi temono che una tale impresa sia dannosa per la società. Dovrete attendere voi stessa a costruirvi una cultura quando uscirete di qui”. Giulia sospirava; si sentiva in prigione. E fu ancora peggio, quando in occasione della Pasqua andò a casa e si scoprì estranea di fronte alla famiglia raccolta intorno all’erede del casato. Disse acida a Fiorina: “sembra la natività, ma sono i giorni della passione!” Volle anticipare di un giorno il ritorno in collegio. Passarono due anni in cui Pietro Verri fu abbastanza assiduo nel visitare la sua protetta, che cresceva a vista d’occhio e aveva assunto i modi di una damigella. Di lei scrisse: “è una giovine sana, sensibile, di un carattere vivo e impetuoso... Impazientissima di uscire di collegio...”. Tanto impaziente da rivolgergli pressanti richieste per convincere il padre a farla ritornare a casa. Ma Beccaria volle aspettare che compisse i diciotto anni. Quando il suo protettore per un lungo periodo non si fece vedere in parlatorio, Giulia si sentì abbandonata e diede in ismanie. Convocò con urgenza Fiorina, che arrivò con la notizia che al conte era nata una bambina. Rimase muta. Un improvviso rossore sulle guance segnalò il disagio che la ragazza provava, disse solo: “non ne sapevo niente”. Finalmente i due s’incontrarono di nuovo in parlatorio. Giulia aveva mandato un semplice biglietto di congratulazioni alla famiglia Verri e Pietro la ringraziò con effusione. Appariva felice. “Non avreste preferito un maschio?” chiese Giulia. “Niente affatto. Amo troppo le donne e spero che la mia Teresina cresca bella e intelligente come voi”. Pietro le mise un braccio intorno alla vita, guardandola negli occhi. Giulia era di nuovo pacificata.
|